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- Dieci anni fa, il 24 agosto, la scossa di terremoto di magnitudo 6 che fece tremare il centro Italia. Siamo tornati ad Amatrice, diventata il simbolo del sisma 2016, per capire a che punto è la ricostruzione. Siamo entrati nella zona rossa insieme al sindaco Giorgio Cortellesi che, di fronte a gru e impalcature, ci confessa: “Qualcosa non ha funzionato, ma ora i lavori stanno partendo. Mi sembra già di rivedere le persone fra i vicoli e di sentire i profumi e i sapori di allora”.
- Hanno tra i 17 e i 23 anni, sono per lo più maschi, da minorenni hanno compiuto dei reati. Ora hanno preso coscienza di quello che hanno fatto e si raccontano, all'interno di un viaggio dentro la messa alla prova, il percorso che può estinguere il reato, ma soprattutto aprire uno spazio di responsabilità, riparazione e cambiamento. Al momento sono circa 3500, in Italia, i giovani in messa alla prova, su quasi 18mila minorenni e giovani adulti in carico ai servizi della giustizia minorile. Alcuni arrivano da contesti fragili, altri hanno storie completamente diverse. Ma alla fine del percorso la domanda è sempre la stessa: la società è pronta ad accoglierli?
Ritratto degli insegnanti: motivati e aperti alle nuove sfide della scuola - di Maria Piera Ceci
04.07.2026Un altro anno scolastico si è chiuso. Ed è una bella gara fra studenti ed insegnanti a chi è più stanco. Stanchi sicuramente, ma non demotivati, come troppo spesso vengono dipinti i nostri insegnanti. A dircelo è la quarta indagine sui docenti italiani, realizzata dall'università di Milano-Bicocca, l'Istituto Iard e Be for Education Foundation. Un'indagine che ha coinvolto 10mila insegnanti di oltre 400 plessi scolastici. Un lavoro che smonta molti dei luoghi comuni della nostra scuola. Non è vero che gli insegnanti siano sfiduciati e insoddisfatti: l'88 per cento di loro sceglierebbe nuovamente questa professione.
Inoltre sono sempre più coscienti della necessità di sviluppare competenze relazionali con i ragazzi e le ragazze, non hanno paura di sperimentare nuove metodologie didattiche che vadano oltre la lezione frontale e vivono come positiva la presenza di alunni che arrivano da altri Paesi.- Per anni è stata un cantiere, una promessa, per molti persino un simbolo delle opere che sembravano non dover finire mai. Oggi, invece, la Metropolitana di Catanzaro è partita davvero. Il primo treno ha lasciato la stazione tra curiosità, emozione e la soddisfazione di chi ha atteso quasi vent’anni per vedere questo momento. Un viaggio inaugurale che segna l’inizio di una nuova pagina per il capoluogo calabrese e per migliaia di cittadini che ogni giorno si spostano tra il centro, il quartiere marinaro e, presto, l’area di Germaneto. Dietro questi binari ci sono anni di attese, ostacoli e investimenti, ma anche la volontà di costruire una città più connessa e moderna. Oggi Catanzaro guarda avanti, e lo fa seguendo il percorso tracciato da queste nuove rotaie.
- Uno ha iniziato a fare reati per mandare i soldi alla famiglia, l'altro perché si sentiva emarginato. Uno è un minore straniero solo, l'altro italiano, del Nord. Sono due dei 24 ragazzi presenti nel carcere di Rovigo, ultimo arrivato tra gli istituti penali minorili italiani, il diciannovesimo. Aperto a febbraio e pienamente operativo da marzo, è stato realizzato per sostituire il carcere minorile di Treviso, chiuso tra le polemiche legate a sovraffollamento e condizioni detentive. All'inizio l'istituto non è stato accolto bene dalla comunità locale, ora «si trova in una fase di rodaggio», sottolinea la direttrice Roberta Ghidelli. Al momento gli agenti sono 55 e gli educatori solo 4, ma a regime saliranno a 9. «Il carcere è ideato in modo tale che la vita si svolga fuori dalla sezione, ciò diminuisce le criticità», spiega la comandante Maria Grazia Grassi. Tra le attività c'è un laboratorio rap, dove, tra barre e beat, i ragazzi si raccontano.
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Radio 24 racconta ogni settimana l'Italia e il mondo attraverso il formato del reportage. Realizzati dalla redazione e dai collaboratori di Radio 24, il racconto sonoro ci porta dall'Ungheria al cuore dell'Africa, dagli ospedali alle discoteche, per parlare di persone e di passioni, di sofferenza e di speranza. Un mondo intero da raccontare attraverso le parole, i suoni e le emozioni raccolte e diffuse attraverso la radio. A partire da quest'anno dedichiamo una parte della nostra produzione a raccontare l'Europa che verrà, attraverso i reportage realizzati in collaborazione con la rete EuranetPlus.A cura di Gigi Donelli
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